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mercoledì 17 ottobre 2012

Il limone


or ora alle 23:13


Il limone proviene come le arance, dal Sud–Est asiatico, è molto sensibile al freddo, molto di più di altri agrumi.
A differenza di altri agrumi però, il limone fiorisce e fruttifica più volte l’anno.


Come scegliere i limoni:
il colore deve essere un bel giallo intenso (sono più dolci delle varietà più chiare e hanno più succo) e sodi al tocco, limoni rugosi o con la buccia indurita o ammuffita vanno evitati.

Il succo va spremuto e consumato subito, per favorirne l’azione bisogna assumerlo mezz’ora prima della colazione o del pasto.
I Limoni sono molto ricchi di vit. C ( per questo motivo erano usati dai marinai contro lo scorbuto).
La vit C ha un effetto molto importante nel fissare il calcio ed un effetto dissolvente delle sostanze inquinanti e dei grassi contenuti nel sangue. Ha un effetto antiossidante e favorisce la produzione di collagene, quella sostanza che tiene unite le cellule e che è di aiuto per la guarigione di tagli e ferite.
I limoni sono ricchi di altre sostanze come:
  • il limonene che limita i danni alle cellule,
     
  • l’acido citrico ed i citrati che regolano naturalmente l’acidità ,molti pensano erroneamente che il succo di limone sia acidificante, invece questo succo è alcalinizzante ed antiacido gastrico ed ha notevoli proprietà toniche, antidiarroiche e diuretiche. L’uso quotidiano di succo di limone può essere di aiuto in tutti quei casi che sono accompagnati da elevata acidità nell’organismo: colesterolo alto, difficoltà ad eliminare acido urico, reumatismi, artrite, diabete, ipertiroidismo, ecc…
     
  • Vit A che mantiene i tessuti giovani, importante per la crescita,
     
  • Vit .del gruppo B che sono importanti per il sistema nervoso, la nutrizione e la pelle,
     
  • Vit. PP che protegge i vasi circolatori,
     
  • Sali minerali : Calcio – Ferro- Silice – Fosforo – Manganese – Rame – Potassio
     
Sin dall’antichità il limone è considerato una vera e propria panacea in quanto è:
  • Antisettico, 
  • Battericida, 
  • Attivatore dei globuli bianchi (difese immunitarie),
  • Rinfrescante, 
  • Febbrifugo, 
  • Tonico del sistema nervoso e simpatico, 
  • Tonico cardiaco, 
  • Disintossicante, 
  • Diuretico, 
  • Antireumatìco, 
  • Antigottoso, 
  • Antiatritico, 
  • Calmante, 
  • Antiacido gastrico,
  • Antiscorbutico, 
  • Fluidificante sanguigno, 
  • Ipotensore (abbassa la pressione troppo alta), 
  • Depurativo, 
  • Remineralizzante, 
  • Antianemico, 
  • Stimolatore gastro-epatico-pancreatico, 
  • Emostatico, 
  • Carminativo (aiuta ad espellere i gas in eccesso), 
  • Vermifugo, 
  • Antipruriginoso.
L’uso costante di succo di limone è sconsigliato a chi soffre di:
  • Malattie renali, 
  • Gravi malattie epatiche, 
  • Rachitismo,
  • Artrite cronica a stadio avanzato,
  • Iperacidità gastrica cronica, 
  • Astenia grave,
Quindi in tutte le malattie nelle quali l’organismo ha perso la capacità di trasformare ,nel corso della digestione,l’acido citrico in carbonati.

 Limone: usi e proprietà

Ecco qui alcune idee su come utilizzare il limone con le sue fantastiche qualità!
 
Maschera viso:
per dare luminosità alla pelle, spremete il succo di un limone, unitevi due cucchiai di miele o più se risulta troppo liquido, stendete sul viso, lasciate agire per mezz’ora e togliete con acqua tiepida.
Maschera per pelle grassa:montare un albume di uovo, unirvi un cucchiaio di succo di limone, mettete sul viso e lasciate agire per mezz’ora, naturalmente dovete evitare il contorno occhi. In poco tempo la maschera seccherà, lavatevi con acqua tiepida.
Per le gengive:il massaggio con succo di limone calma le gengive e blocca i sanguinamenti, per una buona pulizia dei denti, aggiungere alcune gocce di succo di limone ad un normale dentifricio.
 
Bibita rinfrescante:centrifugate 4 mele, unitevi il succo di un limone e poca acqua, servite fresco.
Liquore camomilla e limone (digestivo e rilassante)
Ingredienti:
1 limone
50 g di fiori camomilla
30 g di radice di tarassaco
Un pizzico di semi di finocchio o cumino o anice
300 g di zucchero
300 g di acqua
300 g alcool a 95°
Mettere in un vaso di vetro da un litro, i fiori di camomilla, la radice di tarassaco, la buccia del limone + metà della polpa, i semi di finocchio e l’alcool.
Lasciare macerare il tutto per 15 giorni.
Scaldare l’acqua, versarvi lo zucchero e farlo sciogliere bene.
Lasciar raffreddare.
Aggiungere lo sciroppo al contenuto del vaso e lasciar riposare ancora per 4 settimane.
Trascorso questo tempo, filtrare ed imbottigliare.
Lasciar maturare ancora per circa tre mesi.
Buono anche servito fresco.




domenica 14 ottobre 2012

È tempo di zucca, ecco qui alcune ricette con la zucca!


ricette con la zuccaor ora alle 21:44


E’ tempo di zucca, questo bell’ortaggio colorato tipico dell’autunno!

Le zucche appartengono alla famiglia delle cucurbitacee. Sono originarie del Centro America, dopo la scoperta dell’America furono portate in Europa ed Asia dove la produzione ha superato quella americana.

Le zucche sono un ottimo alimento che fornisce polpa e semi, (le zucchine contengono più acqua delle zucche invernali e quindi sono meno nutrienti).

Sono un ottimo alimento per chi vuole dimagrire perché contengono pochissime calorie, sono ricche di fibre, carotenoidi, potassio, fosforo, calcio e vitamine del gruppo b.

Quando scegliete una zucca assicuratevi che abbia il colore, la forma e la consistenza caratteristiche della sua varietà. La buccia non deve avere ammaccature, datele dei leggeri colpetti, se è matura emette un suono sordo.

La zucca intera può essere conservata per l’inverno in ambiente fresco ed asciutto, senza troppa luce.

I semi della zucca sono usati come prevenzione delle disfunzioni alle vie urinarie, in più l’olio di semi di zucca è un antinfiammatorio naturale che inibisce l’infiammazione del tessuto prostatico evitando che i tessuti si gonfino, causando una tra le infiammazioni più comuni della prostata.

Ma ecco due ricette con la zucca che potete provare subito:
  • Maschera per pelle grassa
Ingredienti: una fetta di zucca cotta al forno o a vapore, un bel cucchiaio di yogurt
Frullate la zucca con lo yogurt, dovete ottenere come una crema spalmabile.
Metterla sul viso e lasciare agire per circa trenta minuti. Sciacquate con acqua tiepida.

Ed ecco invece un’altra ricetta con la zucca più “culinaria” questa volta :-) 
  • Orzo con zucca e funghi
Ingredienti:
150 gr di orzo,
100 gr di zucca, 
1 scalogno piccolo,
un pugnetto di funghi, 
olio extravergine d'oliva, 
prezzemolo. 
Tritate i funghi, la quantità è a piacere.
Tagliate la zucca a dadini. Tritate lo scalogno.
Fate soffriggere lo scalogno in poco olio per qualche minuto, unite l'orzo, i funghi a pezzetti, 
la zucca e 500 ml di acqua (o brodo vegetale). 
Proseguite la cottura a fiamma media per 20 minuti circa (se usate l’orzo perlato). 
A fine cottura, aggiungere ancora un filo d'olio d'oliva ed una spruzzata di prezzemolo fresco tritato.

Buon appetito :-)

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sabato 13 ottobre 2012

I veri effetti collaterali dei medicinali


or ora alle 23:21

Quali sono gli effetti collaterali dei medicinali?
In genere le persone più attente controllano il bugiardino ( il foglietto allegato al farmaco) per controllare gli eventuali effetti indesiderati e collaterali del farmaco in questione.
Questo è un comportamento molto importante e direi essenziale prima di assumere qualsiasi farmaco. Ma non basta!
Gli effetti indesiderati e collaterali che si possono leggere sul bugiardino sono troppo spesso poco esaurienti e soprattutto riferiti solo ai potenziali effetti collaterali che si possono riscontrare nell’immediato.
In genere dopo aver letto il bugiardino di un farmaco la persona media pensa più o meno così “va beh dai vuoi che questa roba succeda a me? Sono casi rari!” e assume il farmaco.
Leggendo il bugiardino  spesso si trova scritto per esempio “Sconsigliato a chi soffre di problemi epatici” Oppure “può peggiorare problemi epatici già esistenti“:
in genere la reazione media a questo tipo di frase è :”beh, io non ho problemi epatici quindi…
Ma cosa sono i problemi epatici?
I problemi epatici sono problemi relativi al fegato, tutti  i farmaci che riportano questo tipo di indicazioni appesantiscono il fegato, contribuendo quindi a:
  • rallentare la digestione, 
  • far aumentare la sonnolenza, 
  • provocare nausea mattutina, 
  • mal di testa, 
  • dolore cervicale, 
  • stanchezza 
  • etc. 
Questi sono gli effetti di un fegato rallentato…
La maggioranza delle persone che non ha ricevuto dal medico una chiara comunicazione di problemi al fegato ( problemi epatici) crede di avere il fegato in piena salute: questo non è per niente vero!

Ogni giorno il nostro fegato deve filtrare sostanze innaturali (immesse attraverso la nostra alimentazione industriale), alcool, e farmaci vari.

Il fegato medio degli occidentali non è mai un fegato in piena forma, è un fegato con dei problemi, un fegato affaticato, intasato, rallentato.
Possiamo quindi dire che praticamente tutti hanno problemi epatici, anche se il medico ancora non glielo ha comunicato in via ufficiale!
Per questo, quando leggi sul bugiardino ”Sconsigliato a chi soffre di problemi epatici” pensaci due volte prima di assumere quel farmaco peggiorando così la situazione del tuo fegato con tutte le conseguenze sopraelencate, oltre a mettere le basi per problemi molto più gravi…
Ma non finisce qui,
nel bugiardino vengono riportati gli effetti collaterali riscontrati durante i test e quelli segnalati dalle persone. Il problema però è che la maggioranza delle persone che vede manifestarsi un effetto collaterale diverso da quelli elencati, spesso nemmeno lo collega al farmaco, e se lo fa spesso non si prende la briga di denunciare la cosa in modo che tale effetto collaterale venga aggiunto al bugiardino. 
Ancora peggio,
molti effetti collaterali possono manifestarsi a distanza di tempo dall’assunzione del farmaco, questo comporta molta difficoltà nel collegare l’effetto indesiderato al farmaco stesso e per questo nella maggioranza dei casi questi effetti collaterali non vengono mai inseriti nel bugiardino, in quanto non si collega in modo chiaro e ufficiale determinati disturbi a quel determinato farmaco.
Questo per il semplice motivo che è passato del tempo da quando si è assunto il farmaco…


Infine gli effetti collaterali peggiori sono quelli che in nessun modo sembrano collegati al farmaco, quelli che si manifestano anche anni dopo l’assunzione, quelli che dipendono non necessariamente dall’assunzione di un determinato farmaco specifico, ma dall’assunzione di svariati farmaci nel corso della vita, dei diversi veleni contenuti nel cibo etc.

Quegli effetti collaterali che si manifestano con malattie gravi, malattie per le quali ancora sembrano non esserci cure.


Di questo tipo di effetti collaterali il bugiardino non parla e non parlerà mai.
Tuttavia ogni farmaco potenzialmente introduce tossine nel nostro corpo, e non sempre siamo in grado di eliminarle, soprattutto se non siamo in perfetta forma (e oggi con il cibo che mangiamo, l’aria che respiriamo etc. il nostro organismo non è mai al 100%), quelle tossine sono i mattoni delle nostre future malattie apparentemente incurabili e imprevedibili.
Quindi quando decidi di assumere un farmaco leggi bene il bugiardino, ricorda che i tuoi organi non sempre sono al massimo ( soprattutto il tuo fegato) e che se anche gli effetti collaterali immediati sembrano non essere troppo devastanti, possono esistere degli effetti collaterali molto peggiori che il bugiardino non ti mostra…
Per approfondire:
Prevenzione cosa significa davvero
Farmaci, sei sicuro di non abusarne?
Vogliono farti ammalare

P.s 
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venerdì 12 ottobre 2012

La domanda è: Le padelle antiaderenti sono nocive o no?



                                                                or ora alle 23:16



Abbiamo già parlato in questo blog delle padelle antiaderenti, ma con questo articolo vorrei sviscerare meglio il problema.

n un articolo del corriere della sera possiamo leggere:
      
«Probabile cancerogeno». Così è stato etichettato nel 2006 negli  Stati Uniti l’acido perfluoroattanico o Pfoa, un derivato chimico utilizzato nella fabbricazione del teflon, materiale molto impiegato nella produzione dei rivestimenti delle pentole antiaderenti. La definizione, data dalla US Environmental Protection Agency (Epa, l’agenzia americana per la protezione dell’ambiente), ha portato l’Epa alla decisione di eliminare il Pfoa entro il 2015 dai processi di produzione, per limitare l’inquinamento ambientale.

Ora la sostanza chimica torna sul banco degli imputati: uno         studio condotto da un gruppo di ricercatori della University of Exeter e pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives ha dimostrato che livelli elevati di questa sostanza nel sangue sono collegati a un maggior pericolo di sviluppare malattie alla tiroide. Soprattutto nelle donne per le quali, essendo più sensibili ai problemi della ghiandola endocrina, il rischio risulterebbe raddoppiato.

Ma non è tutto, in un altro articolo pubblicato su Galileo possiamo leggere:
“Oggetti di tutti i giorni come padelle antiaderenti, contenitori per il cibo, prodotti per la pulizia e lubrificanti nascondono al loro interno una seria minaccia per il cuore. Questa minaccia è l’acido perfluoroottanoico(PFOA), da tempo sotto osservazione perchè sospettato di essere tossico e di essere coinvolto nell’insorgenza di cancro al fegato, al pancreas e alla prostata. Oggi però i ricercatori dell’Università della West Virginia  di Morgantown mostrano  per la prima volta, sugli Archives of International Medicine , un pericolo diverso legato al PFOA, quello di aumentare il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.” (Fonte Galileo)

La sostanza oggetto del dibattito è il PFOA,  emulsionante utilizzato nella produzione del teflon, il rivestimento delle padelle antiaderenti.
Le ditte produttrici però assicurano che tale sostanza non è più presente nel prodotto finito in quanto viene eliminata dai processi di produzione ad alte temperature.          

Tuttavia questa sostanza sembra essere presente nel sangue della maggioranza delle persone esaminate… ( Ma questo potrebbe essere dovuto ad un inquinamento dell’aria piuttosto che alle pentole antiaderenti)
           
Quindi tutto sommato, valutando solo questi dati le pentole antiaderenti sembrano non essere poi così perisolose…

Ma c’è di più:

Direttamente sul sito della Dupont, la multinazionale che ha inventato e distribuito il teflon nel mondo possiamo leggere:

I fumi prodotti dal surriscaldamento di una pentola antiaderente sono nocivi per gli uccelli?

Poiché gli uccelli hanno apparati respiratori estremamente sensibili, occorre prendere le necessarie precauzioni. I fumi e gli odori di cucina non hanno praticamente alcun effetto sulle persone ma possono far star male o addirittura uccidere alcuni uccelli domestici, spesso in tempi rapidi. I fumi di cucina provenienti da qualsiasi tipo di pentolame, non solo antiaderente, possono infatti danneggiare i polmoni degli uccelli a velocità allarmante. Ecco perché coloro che possiedono uccelli domestici devono proteggerli, p.e. tenendoli fuori dalla cucina, non lasciando mai incustodite le pentole sul fuoco, facendo attenzione a non surriscaldarle e assicurando una buona ventilazione in cucina.

E ancora

I fumi prodotti dal surriscaldamento di una pentola antiaderente sono nocivi per le persone?

I fumi emessi da un polimero surriscaldato possono produrre sintomi definiti come “febbre da fumi di polimero” – sintomi simili a quelli dell’influenza, non gravi per l’uomo ma che possono essere fatali per l’apparato respiratorio degli uccelli.
(Fonte Dupont

Queste affermazioni provengono direttamente dai produttori che non possono evidentemente fare finta di nulla di fronte a qualcosa di evidente… È plausibile pensare che abbiano però ridotto al minimo il problema per fare in modo di non danneggiare il loro business…
Dal momento che gli uccelli, con un apparato respiratorio più sensibile del nostro, muoiono in presenza dei gas emessi dalle pentole antiaderenti è plausibile pensare che comunque questi gas non facciano troppo bene nemmeno a noi, soprattutto se l’esposizione è continua e ripetuta giorno dopo giorno…

I gas emanati dalle pentole antiaderenti sembrano essere misture complesse che variano la loro composizione a seconda della temperatura. A qualsiasi data temperatura, il gas comprende una o piu’sostanze chimiche dominanti, mentre le altre sostanze sono presenti in quantita’ minori. Non sono stati studiati ne’ gli effetti a lungo termine sulla salute degli animali esposti ai gas, ne’ l’accumulo di tali sostanze chimiche nei cibi, ne’ i potenziali effetti di questi gas sugli esseri umani.

Quindi la risposta alla domanda Le pentole antiaderenti sono nocive?

Per quel che mi riguarda è , sono nocive, e meno si utilizzano meglio è!

C’è però una soluzione al problema, la soluzione definitiva per rendere le pentole antiaderenti innocue, è stata scoperta da uno scienziato, e può essere applicata da tutti… In questo video lo scienziato in questione ci mostra come fare:

Ovviamente questo video è a puro carattere ironico… In ogni caso questo tipo di soluzione risolve il problema alla radice ;-)
L’alternativa?

Il mio consiglio è quello di utilizzare al posto delle pentole antiaderenti delle pentole di ferro, antiaderente naturale. Il problema di queste pentole è che possono fare la ruggine, per ovviare al problema è necessario asciugarle bene prime di riporle, non lasciarle mai del tempo con all’interno dei liquidi e, se non le si utilizzano per alcuni giorni, è bene stendervi sopra un filo d’olio come protezione.

Le pentole in ferro le puoi trovare da alcuni rivenditori di strumenti per la cucina oppure online, puoi guardare qui e anche qui

www.filosofandogiovbortoli.com
www.lavorodelbusiness.blogspot.com

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mercoledì 10 ottobre 2012

Come ottenere una bocca sana in modo semplice e naturale


Come ottenere una bocca sana


or ora alle 22:40





Moltissime persone hanno problemi ai denti, gengive che sanguinano, alitosi, denti giallastri, denti mobili etc.

Esiste un ottimo modo per affrontare questo tipo di problemi: è semplice e naturale, si chiama Oil Pulling
 
Come ottenere una bocca sana in modo semplice e naturale
 
L’Oil pulling è una pratica ayurvedica ( medicina indiana) poi successivamente riscoperta e approfondita dal Dr. Karack.
Si tratta, in poche essenziali parole, di fare degli sciacqui con dell’olio, preferibilmente di girasole o di sesamo.

Questi sciacqui della durata di almeno dieci minuti (il tempo ottimale sarebbe venti minuti..) contribuiscono ad eliminare le tossine presenti in bocca e attivano il metabolismo, portando risultati apparentemente incredibili!
Ecco come procedere:
  1. Al mattino, a stomaco vuoto, ancora prima di aver bevuto anche un solo bicchiere di acqua, prendi un cucchiaio di olio (di girasole o di sesamo, sono i più consigliati ma possono andar bene anche altri oli, l’importante è che siano di qualità) e mettilo in bocca.
     
  2. Non deglutire l’olio ma inizia a “succhiarlo” tra i denti: non si tratta di fare degli sciacqui energici ma semplicemente di spostarlo tra i denti facendolo passare tra un dente e l’altro. Non esiste un modo giusto e uno sbagliato di fare questa cosa, ognuno provando troverà il modo più adatto a lui.
     
  3. Dopo almeno 10 minuti di sciacquo, meglio se 20 minuti sputare il tutto e lavarsi bene i denti con acqua in modo da togliere tutti i residui di olio. Ti stupirai a vedere l’olio completamente bianco. È importante cercare di evitare di deglutire l’olio dopo gli sciacqui: è carico di tossine!
Per una bocca sana questa semplice procedura è da ripetere ogni mattina o due-tre volte alla settimana a seconda delle esigenze.

Se per qualche motivo ti è impossibile praticarlo la mattina è possibile farlo anche durante la giornata ma sempre e solo a stomaco vuoto.

Il risultato più evidente è la salute dentale: i denti diventano più bianchi, le gengive più rosee e più visivamente sane, l’alito si rinfresca, ma non finisce qui…

Il Dr Karack afferma che questo tipo di pratica può avere effetti inaspettati su numerosi disturbi e malattie, afferma che possa essere utile, oltre che alla cura delle problematiche della bocca, anche per: emicrania, bronchite,  trombosi, malattie del sangue, artrite e simili, paralisi neuro fisiologica, eczema, gastro enterite, peritonite, malattie cardiache, malattie renali, meningite, squilibri ormonali.


Il metodo Oil pulling non ha nessuna controindicazione e ha un costo praticamente pari a zero (un cucchiaio di olio al giorno), credo meriti di essere provato ;-) per ottenere una bocca sana e non solo!

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martedì 9 ottobre 2012

SqueezePage


Per me conviene........




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Pasta Madre


or ora  alle 21:59


Una pagnotta di pane realizzata con lievito di birra è
molto diversa da una realizzata con Pasta Madre.
Non solo sono diversi sapore, aspetto e consistenza, ma la cosa che le
differenzia maggiormente è la varietà di microrganismi che vi hanno lavorato
all'interno per renderle così come sono.

Il pane realizzato con Pasta Madre ha un sapore più forte di quello fatto con
lievito di birra, più variegato, rustico, variabile, con una nota di fondo
lievemente acida, ha crosta più fragrante ed è molto più gustoso.

Come si può immaginare, l'obiettivo principale di ogni agente lievitante (sia
lievito di birra, che Pasta Madre, che lieviti chimici) in cucina è, in generale,
quello di trasformare un impasto crudo e plasmabile di acqua, farina, sale e
altro (olio, burro, uova, latte ecc) in una struttura meno densa, aumentata di
volume e facilmente digeribile. 

Tutto questo per via di un lavoro di trasformazione degli amidi della farina
principalmente in anidride carbonica, grazie alla quale il pane ancora crudo si
riempie di bolle di gas e si gonfia, in definitiva lievitando. 

Le bolle sono trattenute dalla fitta trama di maglie del glutine. 
Il glutine è un insieme di proteine che si forma all'interno dell'impasto quando
si miscela acqua con la farina di alcuni tipi di cereale (grano, kamut, orzo,
segale, farro). 

Grazie all'azione meccanica dell'impastamento, le proteine del glutine si
intrecciano fra loro (in modo diverso a seconda del tipo di farina), creando un
reticolo tridimensionale ed elastico che ingloba in sé amidi, lipidi, acqua e
piccole bollicine d'aria. 

Saranno poi i lieviti, grazie alla loro preziosa fermentazione, a riempire queste
bollicine con l'anidride carbonica di cui parlavo sopra, aumentandone il
volume e spingendo le maglie glutiniche ad allargarsi di conseguenza, e
facendo crescere l'impasto.

Questo processo di lievitazione si conclude durante la cottura che, grazie al
calore elevato, fa espandere ulteriormente e volatilizzare l'anidride carbonica
presente nelle bolle dell'impasto, le quali rimangono vuote e definite dentro la
struttura ormai rigida del pane finito.

I vari microrganismi responsabili di questo lavoro operano, ovviamente, altre
trasformazioni alla struttura interna dell'impasto.

Lievito di Birra

Il lievito di birra che tutti utilizziamo, altro non è che una selezione
concentrata di un unico ceppo di batteri, o lieviti: i “saccharomyces
cerevisiae”.
In un impasto del pane dove inseriamo il lievito di birra, il “saccharomyces
cerevisiae” agisce come agente lievitante prevalentemente con una
fermentazione alcolica, ovvero, digerisce gli amidi della farina trasformandoli
in alcol e anidride carbonica.

L'anidride carbonica, come ho spiegato poco sopra, è la principale
responsabile della lievitazione, mentre l'alcol prodotto evapora del tutto
durante la cottura.

Questo genere di lievito permette di realizzare pane di aspetto e gusto
gradevole con lavorazioni semplici e con tempi di lievitazione veloci, e a
questo motivo è dovuto il suo grande successo nell'ultimo secolo, dove tutto
si deve avere più in fretta.

Il pane che si ottiene tramite il lievito di birra è leggero come
consistenza, ma non particolarmente digeribile e salutare, specialmente
se consumato quotidianamente.*

*Attenzione! Qui si fa riferimento all'uso dello lievito di birra miscelato ad
acqua e farina per la panificazione: l'integratore alimentare (di cui spesso si
parla) agisce in maniera diversa da solo all'interno dell'organismo e può
essere molto utile a seconda della necessità, in quanto ricco di sostanze
preziose quali ad esempio vitamine del gruppo B.

Innanzitutto, il lievito di birra non riesce ad operare una trasformazione
abbastanza completa delle proteine contenute nell'impasto in amminoacidi
semplici, rendendole quindi meno digeribili.

Inoltre, i “saccharomyces cerevisiae”, producendo una fermentazione
prevalentemente alcolica, non riescono a decomporre del tutto l'acido
fitico presente nel rivestimento dei cereali (crusca) e, quindi, nella farina
integrale
(La farina bianca, essendo già priva di crusca, sembra non presentare questo
inconveniente dei fitati, se utilizzata per fare il pane con lievito di birra. 

Va però ricordato che la farina bianca è in tutto e per tutto un alimento morto,
denaturato e derubato di tutti gli importati elementi nutritivi che solo le farine
veramente integrali riescono a conservare, quindi è comunque meglio non
utilizzarla).

Pertanto, nel pane finito è presente ancora questa sostanza che viene oggi
conosciuta quale “antinutriente” (benché abbia, in parte, anche alcune
proprietà benefiche), per la sua capacità (detta chelante) di legarsi, una volta
dentro al nostro organismo, ad alcuni importanti microelementi come zinco e
ferro, e in misura minore anche a macroelementi come calcio e magnesio,
rendendoli inassorbibili e demineralizzando il corpo.

Io ti consiglio di utilizzare lo lievito di birra il meno possibile nelle preparazioni
da forno, specialmente per fare il pane.

Pasta Madre

La   Pasta Madre, invece, è un lievito costituito da diversi ceppi di batteri:
diverse specie di “saccharomyces” per ciò che riguarda i lieviti, alcune specie
di batteri lattici e acetici e altri vari microrganismi diversi a seconda
dell'ambiente in cui viene prodotta.

Inoltre, la perpetuazione della Pasta Madre nel tempo si avvale di tecniche
particolari e tutte diversificate fra loro, tramandate nei secoli, che nutrono la
microflora presente al suo interno di specie diversissime e selvagge, le cui
origini risiedono specialmente nei contaminanti ambientali, oltre che nelle
materie prime utilizzate in ogni casa.

Il lievito di birra invece, come abbiamo visto, è un lievito “puro”, selezionato e,
quindi ben controllabile nei suoi movimenti all'interno dell'impasto, mentre la
Pasta Madre è un vero concentrato di materiale eterogeneo e complesso,
molto meno affidabile ma decisamente più “vivo”, qualcosa che si trasforma a
seconda dell'ambiente in cui si trova e che conferisce ad ogni pane la sua
unicità.

La differenza principale rispetto al lievito di birra è che la Pasta
Madre, quale agente lievitante all'interno di un impasto, produce non soltanto
una fermentazione alcolica (che, come abbiamo visto, consuma gli amidi
della farina e crea alcool e anidride carbonica necessaria a gonfiare la pasta),
   ma anche una    fermentazione lattica, simile a quella che avviene nello
yogurt.

I batteri lattici, tramite questa fermentazione, trasformano parte degli zuccheri
della farina in acido lattico e, in parte, in acido acetico, creando quindi
all'interno della pasta un ambiente acido (da qui il nome di Pasta Acida).
Questo tipo di fermentazione presenta notevoli vantaggi rispetto a
quella quasi solo alcolica dello lievito di birra:

•   Innanzitutto, l'acido lattico favorisce l'assimilazione del ferro presente
nelle farine integrali  con conseguente beneficio per la nostra salute.
• Le proteine dell'impasto vengono meglio trasformate dai batteri lattici,
con conseguente maggiore digeribilità di queste da parte del nostro
organismo.

• Inoltre, la Pasta Madre, grazie all'acidità prodotta dalla fermentazione
lattica (che, in più, elimina anche eventuali organismi patogeni e allunga
la conservabilità nel tempo del pane), e ai lunghi tempi di lievitazione,
risolve il problema dei fitati  di cui parlavo sopra.

Durante la lievitazione con Pasta Madre, infatti, l'acido fitico che aveva
chelato i minerali presenti nell'impasto viene trasformato e scisso in due
parti, liberando così gli stessi minerali i quali, poi, possono essere infine
assorbiti dal nostro intestino.

Infine, se la pagnotta di pane è di almeno 1kg di peso, il calore della
cottura non arriverà a cuocerla del tutto, e rimarrà al suo interno una
parte un po' cruda, il cosiddetto “pulcino”. Questo, sarà un pezzo di
pane ancora ricco di fermenti lattici vivi i quali ricolonizzeranno tutto il
pane dopo circa 24 ore, andando a migliorare ulteriormente la
digeribilità dello stesso e a integrare la flora batterica di chi lo
mangia.

Alla luce di ciò, mi sembra chiaro che il pane integrale lievitato con
Pasta Madre, non è solo un semplice alimento, bensì un prezioso aiuto
alla salute di chi lo mangia, e basta sostituirlo a quello con lievito di
birra per pochi mesi per accorgersi già dei suoi benefici.

Dopo i primi mesi di utilizzo in genere si riscontra innanzitutto un piacevole
senso di leggerezza all'addome, dovuto ad una migliorata digestione e ad
una migliore regolarità intestinale.  Poi di conseguenza, anche un
dimagrimento della zona addominale, da imputare allo sgonfiamento.

Inoltre, cosa non da poco, una fetta di pane integrale con Pasta Madre,
ad esempio a colazione, sazia molto prima di una fetta di pari peso di
pane bianco con lievito di birra, dall'apparenza così leggera e insulsa.

Eppure, l'energia e il nutrimento che ti da quella fetta integrale è molto
maggiore, perché ha al suo interno vari elementi importanti quali minerali,
vitamine ecc, cosa che può tornare molto utile alle persone che a metà
mattina sentono lo stimolo della fame e, rassegnati, si fiondano al distributore
automatico ad acquistare la merendina zuccherosa di turno!

Fare una bella colazione con una fetta di pane integrale di Pasta Madre,
spalmata di miele o marmellata biologica con poco zucchero, tiene molto di
più che tante orribili fette di pancarrè di note marche o degli zuccherosissimi
petali di cereali salvalinea i quali, già dopo poche ore, si tramutano nello
spiluccamento in ufficio e, di conseguenza, in un ingrassamento anziché nello
sperato dimagrimento!

Non solo:
Al giorno d'oggi, in cui tutto il cibo che ingurgitiamo è in qualche modo
adulterato (pesticidi in frutta e verdura, aromi, conservanti, aspartame,
glutammato monosodico e altri orrori nei cibi pronti, addirittura nel pane con
l'aroma di crosta...

Credo che provare a porre un
occhio di riguardo all'alimento che consumiamo in maggiori quantità sia
d'obbligo.

Ti piace l'idea che il tuo pane quotidiano non sia altro che un
ammasso di carboidrati, pochissime proteine, aria e aromi vari
del tutto privo di vita e utile solo a riempirti la pancia?

No?

Allora, se ci tieni a rendere il tuo cibo più importante un vero alimento, vivo e
naturale, utile a saziarti, nutrirti, darti gli elementi giusti per contribuire a
rafforzare la tua salute invece che indebolirla, iniziare a utilizzare la Pasta
Madre è essenziale!

La Pasta Madre è una sfida a tutto ciò che ci vuole non più procacciatori del
nostro cibo quotidiano, ma nutriti come animali in gabbia da industrie
alimentari e pubblicità ingannevoli.

E' la riscoperta di una manualità antica, del piacere di partecipare attivamente
sacralità del nutrirsi e, perché no, di divertirsi in un'attività creativa e
avventurosa, in cui poter sbizzarrire tutto il proprio estro!

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lunedì 8 ottobre 2012

La cura dell’uva: proprietà di un frutto eccezionale




la cura dell'uva

or ora alle 23:53

Vitis vinifera (vite comune o euroasiatica), da questo vitigno derivano tutte le uve coltivate in Europa.

Tra i frutti più antichi,si ritiene sia comparsa sulla terra 100 milioni di anni fa,è originaria dell’Asia minore. I primi ritrovamenti di semi di uva conservati risalgono all’8.000 AC, nel 5.000 AC era coltivata in Mesopotamia , il primo documento ritrovato che descrive un deposito dove viene conservato vino ,risale circa al 2.350 AC , da questo momento in poi l’uva ed il vino compariranno sempre più di frequente negli scritti antichi.

L’uva è ricca di sali minerali come potassio,manganese,ferro,calcio,rame e fosforo. Contiene inoltre Vit.C,B1,B2,A e PP,è ricca di zuccheri facilmente assimilabili (al contrario degli zuccheri industriali che necessitano dell’intervento del fegato).

Anche da secca conserva una parte delle vitamine, ma diventa più ricca di zuccheroE’ uno dei pochi frutti che contiene boro: il  boro facilita l’ assimilazione del calcio e la deposizione all’ interno del tessuto osseo.

Le principali proprietà dell’uva sono:
 Alimento energetico, antianemico e molto digeribile, consigliato a chi fa sforzi fisici ed intellettuali,
rimineralizzante, disintossicane, diuretica e lassativa. Ha inoltre proprietà antiossidanti per il contenuto di polifenoli e resveratrolo,quest’ultimo in particolare è contenuto nella buccia dell’uva nera. Il resveratrolo fluidifica il sangue, ha attività antinfiammatoria ed antinvecchiamento, previene i trombi e rimuove le placche occludenti i vasi.

Mantiene elastico il tessuto cutaneo, stimolando la sintesi del collagene, è un vero e proprio trattamento anti-age, sin dall’antichità le donne si lavavano il viso con uva per avere un effetto di ringiovanimento!

Per il contenuto in tannini e fenoli abbiamo proprietà antivirali, il succo di uva applicato sull’herpes labiale ne favorisce la guarigione.
La cura dell’uva, praticata sin dall’antichità dagli Arabi, dai Greci e dai Romani, era indicata per la stipsi, per problemi biliari, per gli artritici, per le intossicazioni, per le dermatosi, le emorroidi, la gotta, veniva praticata anche per le malattie polmonari come la tubercolosi, nelle anemie, nelle convalescenze , nell’ipertensione, ecc.. La cura dell’uva attiva le funzioni epatiche e digestive.

Consiste nel mangiare gli acini (compresi buccia e semi) o bere il succo dai 500g ai 2kg al giorno per un periodo di tre settimane, anche se sono stati ritrovati scritti che parlano di un mese. Sconsiglio di praticare per un periodo così lungo. Uno o due giorni alla settimana, associati ad una dieta leggera sono già un buon modo per disintossicare l’organismo.
La cura dell’uva non è indicata ai diabetici,a chi soffre di ulcera, a chi ha problemi di colon irritabile o problemi renali, agli obesi, alle donne durante il periodo mestruale.

Per la cura, l’uva dovrebbe essere colta matura e fresca ogni giorno e possibilmente dovrebbe essere biologica!

L’olio di vinaccioli,ricavato dei semi di uva, ha un elevato contenuto di acido linolenico (omega sei) e di polifenoli dalle proprietà antiossidanti, rispetto ad altri oli è meno ricco di Vit.E. Può essere di aiuto quando si ha colesterolo alto o ateromatosi (placche di colesterolo).

Questo olio è molto utilizzato dall’industria cosmetica per proteggere la pelle dai radicali liberi, per l’azione idratante e per mantenere la pelle elastica. Stimola anche la microcircolazione capillare.
In fitoterapia le foglie della vite sono usate per insufficienza venosa degli arti inferiori, fragilità capillare ed emorroidi.

In gemmoterapia si utilizzano i germogli macerati indicati soprattutto nei processi infiammatori recidivanti o cronici come reumatismo articolare ed artriti e artrosi in generale, spesso associati a pino e ribes nigrum.

In passato anche il vino era usato come cura, attualmente la bio-chimica ha rintracciato nel vino oltre 300 sostanze con azione preventivo-terapeutica. Sulla dose giornaliera ci sono pareri discordanti, chi consiglia mezzo bicchiere, chi 1 bicchiere, per le donne metà dose, a stomaco pieno. Dosi eccessive annullano gli effetti positivi….

Sin dall’antichità gli enoliti( così erano chiamati i vini medicinali) erano usati come preventivo e come cura, erano vini in cui venivano messe a macerare delle piante, l’alcool, acqua e l’acidità (del vino) permettono infatti la completa solubilità dei principi attivi vegetali. 
Questa pratica così diffusa in modo particolare nel Medioevo è ormai in disuso, soppiantata da nuovi metodi di estrazioni dei principi attivi , rimane comunque il vin brulèè…..


Dopo essere stata raccolta l’uva non matura più,scegliete acini di un bel colore intenso (il colore indica lo stato di maturazione) e ben attaccati al gambo, ricordate che la patina bianca indica freschezza!! Cercate di consumarla nel giro di alcuni giorni e conservatela in luogo fresco.

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